Palazzuolo sul Senio · Appennino tosco-romagnolo · Apertura aprile 2027

Aprile 2027:
riapre il Green Energy Camp

Venti ettari di bosco, un villaggio in legno, un torrente, zero segnale. Gite scolastiche, campi estivi, settimane per famiglie, esperienze per adulti, ritiri.

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Trenta secondi. Ti scriviamo solo quando c'è qualcosa di vero da dirti.

Nessuno, qui, ti spiega il bosco. Ti ci mette dentro, ti lascia provare e sbagliare, e quello che impari te lo porti addosso per anni.

Nessuno racconta a casa il programma della giornata. Raccontano com'era il buio, cosa hanno sentito, chi c'era.

Il luogo

Un villaggio di legno dentro un bosco vero.

Le strutture sono in legno: un refettorio da cento posti dove si mangia tutti insieme, camerate e spazi al coperto per cinquanta persone, tettoie e aie all'aperto per fare attività anche quando piove.

Intorno, venti ettari di querce, castagni e noccioli, un orto, il torrente che scende dalla sorgente. È un posto fuori rete: l'acqua arriva dalla sorgente, il cibo in buona parte cresce qui o nella valle — e questo, per chi ci passa qualche giorno, è metà di quello che impara.

0posti nel refettorio in legno
0posti letto al coperto
0ettari tra bosco, castagneto e orto
0tacche di segnale telefonico

Cosa si vive qui

Cinque modi di entrare in questo bosco.

Cambiano l'età, la durata e l'intensità. Non cambia il principio: si esplora e ci si immerge nel luogo, si impara facendo, e alla fine ci si ferma a guardare cos'è successo.

Scuole medie · due o tre giorni

Gite scolastiche

Fuori dall'aula il gruppo classe si riorganizza da solo.

I ruoli consolidati contano meno, e capita spesso che chi a scuola sta ai margini qui sia il primo a capire come si fa.

Si esplora il bosco imparando a leggerlo — piante, tracce, il torrente, il ciclo di ciò che cresce e di ciò che marcisce. Si impara ad accendere un fuoco, si costruisce un riparo, si cucina, si mangia tutti nello stesso refettorio.

Ne escono collaborazione reale, integrazione di chi resta indietro, conoscenza concreta di un ambiente vivo e una fiducia in sé che nasce dall'aver fatto qualcosa di vero.

Per insegnanti e referenti: programmi su due o tre giornate, gruppi fino a 40 ragazzi, staff qualificato, coerenza con gli obiettivi di educazione ambientale e civica. Raggiungibile in pullman, tra Firenze e Bologna.

Sono un insegnante, voglio il programma →

Campi estivi · 12–20 anni

Avventure estive per esperienze vere, e ne trovano poche

L'adolescenza chiede un confronto con un limite reale, e la vita di tutti i giorni gliene offre pochissimi.

Non organizziamo una vacanza. Organizziamo un'esperienza: momenti in cui raccontarsi e scoprirsi, giochi collettivi per imparare a stare dentro un gruppo, esplorazioni, falò, cene creative e tempo libero vero.

Con il passare dei giorni il gruppo si consolida, nascono relazioni e passioni comuni, e il campo diventa più della somma dei partecipanti.

Il valore non è l'avventura in sé: è tornare a casa avendo scoperto di essere capaci di più di quanto si pensava, e averlo vissuto con gli altri.

Ho un figlio adolescente, tenetemi aggiornato →

Famiglie · una settimana

Settimane nel bosco per famiglie

Una settimana in cui un genitore non è "quello che sa".

Genitori e figli si incontrano fuori dai ruoli quotidiani: orari, compiti, negoziazioni, schermi. Nel bosco un genitore impara accanto al proprio figlio e insieme a giornate senza notifiche, ricostruisce una qualità di relazione che a casa non ha più spazio.

Si vive il bosco e si impara a leggerlo. Si scopre come funziona un luogo fuori rete: da dove arriva l'acqua, come si produce l'energia, come si conserva il cibo. Si mettono le mani nella terra e nell'orto, si cammina, si cucina e si mangia insieme. E c'è spazio, ogni giorno, per stare fermi e "vivere" la vita.

Attività differenziate per età, figli di qualunque età; per i più piccoli ne parliamo caso per caso. Non insegniamo a essere famiglia: creiamo le condizioni in cui creare momorie che rimangono con gli anni.

Siamo una famiglia, mandateci le date →

Adulti · weekend e percorsi

Esperienze e percorsi per adulti

Rallentare, osservare, sentire. E poi rimettere le mani in qualcosa.

Nessuna lezione frontale, nessun corso teorico, nessun modello da assorbire: il corpo fa la prima mossa e la consapevolezza arriva dopo, come conseguenza.

Immersioni e weekend nel bosco — passare dalla sopravvivenza alla convivenza: orientamento sensoriale, tracce, riconoscimento di piante e ambienti, bushcraft.

Mestieri e autonomia — falegnameria, bioedilizia e autocostruzione, orto e agricoltura, cura del bosco e del castagneto, autonomia energetica e alimentare.

Pratiche di presenza — yoga, meditazione, cerchi di parola, cerchi di donne, danza come espressione di ciò che non passa dalle parole.

Anche per team di lavoro che cercano qualcosa di diverso da un percorso a ostacoli: fiducia, ascolto e collaborazione fuori dai ruoli abituali.

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Aziende e team · da mezza giornata a due giorni

Team building nel bosco

Non si parla di lavoro. Ma tutto quello che succede parla di come lavorate insieme.

Nessuna aula, nessuna slide, nessun percorso a ostacoli con la maglietta aziendale. Si costruisce, si sbaglia, si negozia, ci si sporca le mani. Ogni gesto è concreto e insieme è una metafora

Poi si guarda cos'è successo: chi ha guidato, chi ha ceduto il controllo, in quale momento vi siete sentiti davvero una squadra e cosa vi ha bloccato prima. Senza quel momento resta una bella giornata fuori. Con quel momento resta un modo diverso di guardarsi il lunedì mattina — e spesso una frase che il team continua a usare per mesi.

Mezza giornata, giornata intera o esperienza immersiva con notte nel bosco. Ogni percorso viene co-progettato con voi su obiettivi reali — coesione, collaborazione tra reparti, comunicazione, decisione sotto pressione — e le metafore vengono adattate al vostro contesto. Conduzione di Matteo Mancini, con co-facilitatore per i gruppi numerosi.

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Ritiri · fino a 100 persone

Uno spazio per chi organizza ritiri

Non devi immaginartelo. C'è già.

Se conduci ritiri, percorsi, formazioni o cerchi e stai cercando un luogo: qui trovi venti ettari di bosco, un refettorio da 100 posti, spazi al coperto e all'aperto, un torrente e l'assenza totale di rete telefonica — che per certi lavori non è un limite, è uno strumento di presenza principale.

Nessun altro edificio intorno, nessuna strada: il parco regionale comincia dove finisce il nostro confine.

Fino a 100 persone in giornata, fino a 50 per il pernottamento indoor più altre 100 in campeggio. In autonomia completa o con noi per cucina e logistica. Disponibilità dalla primavera 2027.

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Da qui ad aprile 2027

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Il camp sta prendendo forma adesso: lavori, orto, programmi, prime date aperte, listini. Chi lascia il contatto riceve ogni novità appena esce — e le foto di come sta venendo. Trenta secondi ora, e non ti perdi niente dopo.

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Cosa ci si porta a casa

Le tecniche sono strumenti. Quello che resta è il carattere.

Accendere un fuoco, orientarsi, costruire un riparo, riconoscere una pianta: sono mezzi bellissimi e concreti, ed è quello che si vede da fuori. Ma sotto ogni attività lavora sempre qualcos'altro — tre cose che nessun corso in aula riesce a consegnare.

Natura → conoscenza e cura

Capire come funziona un bosco: cosa cresce dove, cosa dice il torrente, perché un versante è diverso dall'altro. Da lì arriva quasi da sé la responsabilità verso un territorio, perché non si protegge ciò che non si conosce.

Avventura → fiducia in sé e collaborazione

Una difficoltà vera, superata davvero e con gli altri, vale più di mille incoraggiamenti: la fiducia che nasce qui è fondata su esperienze non su prove. E siccome niente riesce da soli — il riparo, il fuoco, la cena — si impara ad ascoltare, negoziare, chiedere aiuto e stimolare il fatto di collaborare con gli altri.

Consapevolezza → presenza

Fatica, pensieri, noia, paura, entusiasmo, orgoglio. Dare un nome a ciò che si muove dentro e imparare a starci dentro senza scappare è, alla fine, la competenza più utile che si porta a casa: a scuola, al lavoro, in famiglia.

Il feedback, poi, non arriva da un educatore: arriva dalla realtà. Il riparo o tiene, o ti passa l'acqua addosso. Il fuoco non si accende non perché sei sbagliato, ma perché l'esca è umida — e per un ragazzo abituato a essere valutato, questa distinzione è una liberazione.

Immagini dal bosco

Qualche riflesso di quello che succede qui.

Chi c'è dietro

Le persone che lo abitano.

Matteo Mancini

Guida ambientale escursionistica · Formatore esperienziale outdoor · Istruttore Wildfulness · Facilitatore di gruppi · Operatore di sopravvivenza

Guida la fase operativa del camp. Accompagna gruppi in natura da anni, tra bushcraft, orientamento, lettura del bosco e facilitazione: bambini, adolescenti, adulti e team di lavoro.

  • Bushcraft, sopravvivenza e arti di abitare la natura
  • Facilitazione di gruppi e formazione esperienziale
  • Wildfulness: connessione profonda con la natura nel solco della mindfulness
  • Coaching, permacultura e progettazione rigenerativa
  • Fondatore di Escape the City e Abitare il Sentiero

Non accompagna le persone per cambiarle, ma perché facciano esperienza diretta — nei gesti e nel corpo — di un modo diverso di stare: con sé stessi, con gli altri, con l'ambiente.

Chiara Lugli

Accoglienza e prenotazioni · Yoga e meditazione · Cerchi di donne · Danza · Fotografia e grafica

Insegna yoga e pratiche costanti di spiritualità, conduce cerchi di donne e accompagna percorsi di consapevolezza attraverso il corpo e il respiro. Porta la danza come espressione delle emozioni che non passano dalle parole. Ha insegnato ritmica per anni e costruito percorsi con i bambini.

Al camp cura l'accoglienza e la gestione delle prenotazioni, la fotografia e la grafica: la parte che fa sentire una persona attesa quando arriva, e accompagnata mentre resta.

Roberto Garzella e Susanna Tosi

Formatore senior specializzato in attività esperienziale e master trainer outdoor, è il fondatore del Green Energy Camp

Laureato presso la Facoltà di Magistero dell’Università di Siena, prosegue il suo percorso di formazione conseguendo abilitazioni negli ambiti della Psicomotricità relazionale, della Psicoanalisi. Istruttore Master e Vicepresidente della F.I.S.S.S. (Federazione Italiana Survival Sportivo Sperimentale) nell’ambito della quale è il referente per il Bushcraft.

Hanno ideato questo posto e lo hanno tenuto vivo per tre decenni, accompagnando generazioni di ragazzi nel bosco. Oggi restano accanto al progetto con un ruolo di visione e supporto strategico.

Il camp sta prendendo forma adesso

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Da qui all'apertura succede tutto: il bosco che si cura, l'orto che parte, le strutture che tornano in ordine, i programmi che si scrivono, le prime date e i primi listini. Chi lascia il contatto li riceve appena escono, con le foto di come sta venendo.

Vale per chiunque: insegnanti, genitori, adulti curiosi, chi organizza ritiri, chi vuole collaborare o sostenere il progetto, e chi il Green Energy Camp l'ha vissuto da ragazzo e vuole raccontarcelo.

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Trenta secondi, nessuna newsletter automatica. Se hai fretta, Matteo risponde al 366 718 7733.

Domande

Le domande che ci fanno più spesso.

Quando apre esattamente?

La prima stagione completa parte ad aprile 2027, con le gite scolastiche. Le settimane per famiglie e i percorsi per adulti sono previsti dall'estate 2027. Chi lascia il contatto riceve le date appena sono confermate.

Dove siete?

Palazzuolo sul Senio, in provincia di Firenze, nell'Appennino tosco-romagnolo. Tra Firenze e Faenza, raggiungibile in auto e in pullman per i gruppi.

È un centro di sopravvivenza?

No. Alcune tecniche di vita nel bosco fanno parte di quello che si impara, ma sono strumenti: servono a conoscere l'ambiente, a collaborare e a scoprirsi capaci. Chi cerca un corso di survival puro troverà posti più adatti.

Davvero non c'è campo?

Davvero. Non è una scelta di stile: è la posizione. Per le scuole e i gruppi c'è ovviamente un canale di reperibilità per le emergenze e per le famiglie.

È adatto anche a chi non ha nessuna esperienza di natura?

Sì, ed è anzi il caso più frequente. Non serve essere allenati, attrezzati o "tipi da montagna". Serve accettare di stare un po' scomodi — in sicurezza, e con qualcuno che sa cosa sta facendo.

È pericoloso?

No. Ci sono difficoltà volute (fatica, bosco, buio) e rischi gestiti: personale qualificato, protocolli di sicurezza, coperture assicurative. La difficoltà la teniamo. Il rischio lo gestiamo.

Come si mangia?

Insieme, nel refettorio da cento posti, con cibo vero — e sempre di più con quello che cresce qui e nella valle, principalmente vegano. Le esigenze alimentari e le intolleranze si gestiscono: basta dircelo prima.

Quanto costa?

I listini della stagione 2027 saranno pubblicati insieme al calendario, e arrivano prima a chi ha lasciato il contatto.

Non posso venire, ma vorrei aiutare. Posso?

Sì. Cerchiamo educatori e facilitatori, mani esperte per manutenzione e autocostruzione, agricoltura e cura del bosco, cucina, comunicazione e progettazione bandi. Lascia il contatto e ne parliamo.

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